Tg Notte del 12 dicembre 1969
Piazza Fontana Wiki
Wikipedia: Strage di Piazza Fontana, italiano
La strage di Piazza Fontana fu conseguenza di un grave attentato terroristico avvenuto il 12 dicembre 1969 nel centro di Milano, quando, alle 16:37[1], una bomba esplose nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, provocando la morte di diciassette persone ed il ferimento di altre ottantotto. Per la sua gravità e rilevanza politica, tale strage ha assunto un rilievo storico primario venendo convenzionalmente indicata quale primo atto della Strategia della Tensione.
Una seconda bomba fu rinvenuta inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala, furono fatti i rilievi previsti, e successivamente fu fatta brillare[2] distruggendo in tal modo elementi probatori di possibile importanza per risalire all’origine dell’esplosivo e a chi avesse preparato gli ordigni. Una terza bomba esplose a Roma alle 16:55 dello stesso giorno nel passaggio sotterraneo che collegava l’entrata di via Veneto con quella di via di San Basilio della Banca Nazionale del Lavoro, facendo tredici feriti. Altre due bombe esplosero a Roma tra le 17:20 e le 17:30, una davanti all’Altare della Patria e l’altra all’ingresso del museo del Risorgimento, in piazza Venezia, facendo quattro feriti.
Si contarono dunque cinque attentati terroristici nel pomeriggio dello stesso giorno, concentrati, tra il primo e l’ultimo, in un lasso di tempo di soli 53 minuti, a colpire contemporaneamente le due maggiori città d’Italia, Roma e Milano.
Wikipedia: Piazza Fontana Bombing, English
The Piazza Fontana Bombing (Italian: Strage di Piazza Fontana) was a terrorist attack that occurred on December 12, 1969 at 16:37, when a bomb exploded at the headquarters of Banca Nazionale dell’Agricoltura (National Agrarian Bank) in Piazza Fontana in Milan, Italy, killing 17 people and wounding 88. The same afternoon, three more bombs were detonated in Rome and Milan, and another was found undetonated.
The Piazza Fontana Bombing, which saw the cooperation of deviated branches of the Italian secret services along with United States and Nato agencies acting via recruited neofascist agents and the false-flagging of the attack on anarchic groups and personalities marked the beginning of the “Strategy of Tension” (Strategia della Tensione) in Italy, which resulted in more than 1,000 attacks by 1989 and saw the mobilitation of “occult” players linked to the centre-right political parties trying to sow fear and terror to stem the advance of left-aligned parties toward positions of power.[citation needed]
Citazioni
Ci sono storie che non dobbiamo mai stancarci di ascoltare. Come i bambini con le favole, anche se queste, purtroppo, favole non sono. Però sono anche queste storie che fanno paura e come le favole insegnano qualcosa, insegnano a vivere, a capire gli incubi e ad allontanarli, non a rimuoverli, non a dimenticarli, ad affrontarli e sconfiggerli, crescendo.
Storie come questa, come la strage di Piazza Fontana, sono gli incubi che hanno sconvolto l’infanzia della nostra repubblica, un’infanzia lunga, lunghissima, da cui non siamo ancora usciti. Siamo ancora qui, ingenui, fragili, feriti come i bambini, ma anche testardi, sensibili e giusti, come loro. Per questo è importante ascoltarle e riascoltarle, quelle storie, tutte le volte che qualcuno si prende l’impegno di raccontarle, perché ci aiutano a crescere e a farlo diventare adulto e forte, questo ingenuo, fragile e ferito Paese.
La similitudine con le favole, però, si ferma qui.
Forse gli orchi e le fate non sono mai esistiti. Le cose che Fortunato Zinni racconta in questo libro invece sono accadute davvero. Lui le conosce per averle vissute, molti di noi soltanto per averle ascoltate, anche se mai abbastanza.
Ma fanno male lo stesso, in tutti i modi.
Carlo Lucarelli
Fonte: http://www.piazzafontana.it/
Fortunato Zinni, Sindaco di Bresso, racconta la sua esperienza nel libro Piazza Fontana: nessuno è Stato
16.37: una deflagrazione spaventosa squarcia l’aria.
Il boato è tremendo, lo spostamento d’aria mi manda lungo disteso fino alla porta d’ingresso della saletta dell’ammezzato che dà sul corridoio opposto a quello della Direzione.
Avverto solo che d’improvviso è tutto buio. Dopo il boato c’è un silenzio tombale.
Mi rialzo a fatica, tutto dolorante. Inconsciamente, come del resto tutti gli altri colleghi, imbocco la breve rampa di scale, diretto verso il pian terreno. Molti corrono verso l’uscita e tanti sono feriti.
Passando vicino al bancone del portiere istintivamente alzo la cornetta del telefono che squilla all’impazzata.
È la Questura che chiede spiegazioni: è scattato il segnale di allarme.”Fortunato Zinni Piazza Fontana: nessuno è Stato – Maingraf Editore – Bresso (MI)
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